MONTECOLOMBO

Un paese che ha saputo mantenere una propria armonia, appoggiato, come tutti gli altri castelli malatestiani della Valconca, su una morbida collina che domina il corso del fiume e la pianura sottostante. Il centro storico ha conservato molti tratti del borgo fortificato contornato da ampi spazi verdi. L'insieme è particolarmente equilibrato. Molto evidenti sono le testimonianze dell'appartenenza del castello al fitto sistema difensivo di questa parte della Signoria malatestiana espota agli attacchi provenienti dall'alta Valconca. Notevoli le campagne con grandi vigne e uliveti: siamo in una di quelle che possiamo definire "strede del paesaggio" della Signoria.
Da notare la buona integrazione di insediamenti ed attività agricole. Da Montecolombo si raggiunge velocemente San Marino e si può imboccare la stada di fondovalle che porta direttamente verso i primi rilievi appenninici, verso un terrirorio che pian piano abbandona i tratti della bassa collina per divenire quello dei pascoli e dei boschi.
Montecolombo ha sempre mantenuto rapporti stretti con la storia di Rimini. Il paese è già governato da Rimini nel 568 e lo troviamo sotto il diretto dominio malatestiano nel 1271. Risalgono all'epoca malatestiana i vari interventi sul castello; con la vicinissima Montescudo doveva formare una solida barriera protettiva posta su questo crinale che una volta conquistato consentiva di procedere veloci verso la piana riminese.
E' difficile in realtà ricostruire con esattezza tutta la rete difensiva malatestiana che in questo territorio vedeva insediamenti fortificati sparsi a breve distanza su tutto il territorio. ancge S. Savino (oggi frazione di Montecolombo) ha la sua piccola rocca che sorveglia la strada principale e le valli circostanti. Montecolombo diviene comune autonomi staccandosi da Montescudo nel 1815 con editto di Pio VII.
La preziosità del paesaggio che fa correre l'occhio su tutta l'area collinare romagnola, durante le giornate soleggiate arse dalla calura estiva, invita a fare una sosta presso le fonti di acque minerali, dalle ben note proprietà terapeutiche di S.Savino, a pochi chilometri da Montecolombo.
Gli appuntamenti estivi sono inoltre un grande richiamo per chi desidera abbandonare per un attimo l'atmosfera esuberante della costa per ritrovare la pace e la serenità della campagna. Tra i momenti più caratteristici segnaliamo quelli di tipo gastronomico come la tradizionale Sagra della Trippa e dello Strozzaprete (luglio).

Da visitare a Montecolombo:

Centro Storico
Tutto l'abitato ha mantenuto una struttura medioevale ben riconoscibile: bella la porta di ingresso con le sue forme malatestiane e degne di notale mura di cinta. Nel complesso si inserisce anche la torre dell'orologio. L'insieme, come abbiamo già detto, ha una certa armonia e anche le verie trasformazioni e aggiunte avvenute nel corso di secoli non hanno compromesso un buon equilibrio urbanistico che restituisce bene l'idea della vita di borgo.
Castello di S. Savino
Una piccola frazione sulla strada crinale che va verso rimini. Il borgo è bello e mantiene edifici di un qualche pregio. Evidenti le murature del castello che dopo un'opera di restauro mostrano bene la loro struttura originaria. Si tratta di un piccolo borgo che ha saputo mantenere una bella atmosfera e vitalità. Buona la vista su tutta la pianura e la parte interna della vallata del Conca.
Chiesa di S. Martino
E' la chiesa parrocchiale e all'interno si trova un bel quadro settecentesco opera del Brancaleoni che raffigura il Santo.

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La storia di Montescudo
Montescudo, immerso nel verde ed in posizione collinare (386 m.t. s.l.m.) nella Valle del Conca, con ottima vista sulla riviera romagnola, da cui dista solo 16 km. , è raggiungibile da Rimini lungo la provinciale n. 41 e da Cattolica e Riccione transitando per Morciano di Romagna. Le origini non sono ben note; si pensa ai Celti e agli Etruschi. In una località, alla periferia del paese, chiamata monte Godio, fu trovata una statua in argilla, alta circa 1 metro, che probabilmente doveva rappresentare una divinità etrusca.
Nell'anno 1874, scavando in prossimità della Chiesa di S. Biagio e S. Simeone, furono rinvenuti i resti di scheletri giganteschi (Celti?) e parte di colonne e tombe romane.
Montescudo, ai tempi dell'Imperatore Augusto, serviva anche come stazione militare adibita al cambio dei cavalli per i corrieri che da Rimini (Ariminum) andavano a Roma.
Era probabilmente il primo scambio di una scorciatoia per la via del Furlo.
Dopo le invasioni barbariche, spaventose quelle degli Ungari, Montescudo fu nei secoli oggetto di contesa fra i Malatesta e i Montefeltro per conservare quello che era considerato un punto strategico nella lotta fra i due casati.
In seguito Montescudo passerà sotto il dominio di Venezia, del Papato e di Napoleone Bonaparte. Fu proprio sotto il dominio di Napoleone che Montescudo raggiunse l'apice della sua prosperità, perchè oltre agli Uffici della Pretura ebbe quello del Censo, del Catasto, di Leva e Postale; ancora oggi il gonfalone del Comune porta i colori della bandiera francese ed una lapide, all'ingresso del teatro comunale, ricorda questo periodo.
Il centro storico conserva una massiccia cinta muraria, la torre civica risalente al 1300, una straordinaria e singolare ghiacciaia, i camminamenti, i passaggi segreti che dalla torre di vedetta lato mare portano alla rocca, il pozzo, la ripida scalinata ed il grande ed intatto braciere.
Durante i lavori di restauro nella parte orientale delle mura, bastione centrale, il 31-05-1954 vennero trovate 22 medaglie raffiguranti Sigismondo ed il Tempio Malatestiano contenute in un vaso di terracotta.

Da visitare a Montescudo
Montescudo, collocato sulla collina ai piedi del Monte Godio, offre un vastissimo panorama che va dalla parte del mare, dal pesarese al ravennate, e in una chiarissima mattina di primavera dalla cima del monte si intravvedono le cime dei monti dell'Istria. Oramai conosciuta a livello nazionale la Sagra della Patata, sotto il patrocinio di Comune e associazione Pro Loco.
Nella località di Trarivi è interessante visitare i ruderi della Chiesa della Pace ed il museo della guerra che si trova nel suo interno. Essa è collocata su di una collinetta che durante l'ultima guerra fu al centro dei combattimenti fra le truppe tedesche e alleate, il cui possesso fu determinante per lo sfondamento della linea gotica. Detta chiesa è stata restaurata e intitolata alla "Madonna della Pace". Sono diversi gli ex combattenti delle due parti in lotta che in certi periodi si ritrovano qui per ricordare quei tristi tempi.
La località di Albereto con il suo piccolo castello è di data anteriore al castello fondato da Pandolfo Malatesta a Montescudo, e si chiama Albereto appunto perché un tempo si trovava in mezzo a una foresta di querce, tigli, pioppi e pini.
Valliano, altra località del Comune, si trova sul "Rio Melo" e conserva ancora una antichissima Chiesa romanica, la più antica del circondario che era alle dirette dipendenze della curia romana.
Santa Maria del Piano, nella vallata del fiume Conca, si trova al confine dell'Emilia-Romagna con le Marche, paese ben noto per l'artigianato della ceramica le cui botteghe artigiane sono visitate dalle scolaresche in contemporanea con la visita al Museo della Civiltà Contadina. La Chiesa seicentesca in essa sita, conserva ancora intatta la sua caratteristica facciata, che si differenzia da tutte le altre della zona.
Naturalmente non mancano, sia nel capoluogo che nei dintorni, ristoranti e trattorie apprezzate per la loro cucina tradizionale e raffinata, buone strutture ricettive, attrezzature sportive e ricreative in grado di offrire una piacevole e distensiva vacanza, immersa nel verde, a due passi dal mare.

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